Ha senso comprare un MacBook Air M5?
Ogni volta che Apple presenta un nuovo Mac, la domanda sembra sempre tecnica. In realta’, almeno per me, non lo e’ mai fino in fondo.
La domanda vera non e’ se un ipotetico MacBook Air M5 sara’ migliore di quello che uso oggi. E’ quasi scontato che lo sara’. La domanda vera e’ un’altra: mi serve davvero oppure sto cercando un modo elegante per trasformare una voglia in una necessita’?
E’ questo il punto che mi interessa. Non la novita’ in se’, ma la distanza reale tra il computer che ho oggi e quello che mi servira’ domani.
Nel mio caso la questione e’ ancora piu’ concreta, perche’ oggi ho gia’ un MacBook Pro M1 e un MacBook Air M2. Quindi non sto ragionando partendo da una macchina vecchia o inadeguata. Sto ragionando da una posizione piu’ scomoda: capire se un eventuale Air M5 mi darebbe un vantaggio reale oppure solo una sensazione piu’ ordinata, piu’ nuova, piu’ piacevole da possedere.
Sulla carta, il ragionamento e’ semplice. Un Mac nuovo promette quasi sempre le stesse cose:
- piu’ velocita’
- piu’ autonomia
- una macchina che dovrebbe accompagnarti per anni 1
Detta cosi’, la decisione sembra quasi banale. Il problema e’ che nella vita reale non lo e’ affatto.
Perche’ potrei comprarlo
Il motivo piu’ serio per comprare un Mac nuovo non e’ l’entusiasmo. E’ l’attrito.
Quando una macchina comincia a rallentarti davvero, non sempre lo fa in modo spettacolare. Spesso lo fa con piccole cose ripetute: un’attesa in piu’, una batteria che regge meno, una sensazione costante di limite, il pensiero ricorrente che ogni attivita’ pesante richieda pazienza invece che slancio.
A quel punto il computer smette di essere trasparente. E quando uno strumento smette di sparire mentre lavori, inizia a occupare spazio mentale.
Per me questo e’ il criterio piu’ onesto. Non la scheda tecnica, ma la quantita’ di energia che il computer mi ruba ogni settimana.
C’e’ poi un aspetto meno misurabile, ma reale. Lavorare su una macchina pronta, silenziosa e affidabile cambia il tono della giornata. Non fa miracoli, ma riduce una somma di microfrustrazioni che alla lunga pesa molto piu’ di quanto sembri.
Perche’ potrei non comprarlo
Allo stesso tempo, c’e’ un motivo molto semplice per non comprarlo: magari non mi serve.
Se le macchine che ho oggi mi permettono ancora di fare bene quello che faccio davvero ogni giorno - sviluppo, browser pieni di tab, documenti, immagini, un po’ di editing non estremo - allora il salto rischia di essere piu’ emotivo che pratico.
Ed e’ qui che secondo me bisogna stare attenti. Perche’ i prodotti ben fatti hanno un difetto: sanno farsi desiderare anche quando non servono.
Un altro punto e’ il prezzo. Il MacBook Air, preso in astratto, puo’ anche sembrare abbordabile. Poi inizi a ragionare su RAM e storage, ti dici che forse conviene salire di configurazione, poi ancora un gradino, e in pochi minuti stai difendendo una spesa che fino a poco prima ti sarebbe sembrata eccessiva.
E’ il solito meccanismo del “gia’ che ci sono”. Ed e’ uno dei modi piu’ efficaci per smettere di ragionare.
C’e’ poi una seconda trappola, piu’ sottile: pensare che il modello successivo sia automaticamente la risposta giusta solo perche’ e’ il piu’ nuovo. A volte aspettare il dispositivo perfetto e comprare l’ultimo uscito sono due facce della stessa indecisione.
La domanda che conta davvero
Per come la vedo io, la domanda utile non e’ nemmeno: il MacBook Air M5 sara’ migliore?
Certo che probabilmente lo sara’.
La domanda vera e’ questa: migliora in modo concreto il mio lavoro, il mio tempo e il mio margine mentale rispetto alle macchine che ho gia’?
Se la risposta e’ si’, allora ha senso comprare.
Se la risposta e’ “forse”, “boh”, “in teoria”, allora no. O almeno non ancora.
La regola che proverei a seguire
Se dovessi ridurre tutto a una regola personale, sarebbe questa:
- cambio computer se quello attuale mi rallenta davvero in modo ripetuto
- non lo cambio se sto inseguendo soprattutto la sensazione di novita’
- quando spendo, preferisco investire in RAM piuttosto che in entusiasmo
Perche’ alla fine, almeno per me, un computer non dovrebbe impressionarmi. Dovrebbe sparire mentre lavoro.
E se quello che ho gia’ riesce ancora a farlo, allora forse la scelta piu’ intelligente non e’ comprare, ma aspettare.
Note
Footnotes
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In teoria dura anni. In pratica, tra supporto software, batteria e aumento delle esigenze, la longevita’ reale e’ meno lineare di quanto sembri. ↩